Il formato epub – I vantaggi per gli editori
Postato in: Senza Categoria da SBF Sysadim
Monday, 25 May, 2009
Mi trovavo oggi a spiegarlo via mail a un editore, ma trovo sia un buon punto di partenza per condividere qualche riflessione sul formato epub…
Spesso un editore che voglia “passare al digitale” si trova di fronte a un mondo che gli è poco familiare a causa del fatto che negli ultimi anni il settore ha avuto una forte accelerazione sia sul fronte dei supporti (vedi i dispositivi e-ink, ma anche supporti più eterodossi per la lettura, come gli smartphone o i netbook), sia sul fronte dei formati, con un moltiplicarsi di rivoli che sono in questi mesi confluiti in un unico standard.
In generale, il primo pensiero è quello di un passaggio “rapido” sfruttando, così come sono, i pdf di stampa. Tuttavia, la prima soluzione non sempre è la migliore, e in questo caso, anzi, è molto vicino alla peggiore.
Tranne che per alcune categorie di pubblicazioni (come ad esempio i materiali didattici o i libri con una forte componente grafica), il pdf è una delle strade più sbagliate per rendere i propri contenuti fruibili al più ampio pubblico possibile.
Come molti di voi sapranno, il pdf è un formato “grafico”, nel quale ogni pagina ha una sua “identità” con dei margini e un contenuto ben definito. Tecnicamente è definito un formato non-reflowable, non reimpaginabile. Il pdf è perfetto per la stampa, ma questa sua rigidità strutturale viene ad essere estremamente limitante nel momento in cui è necessario leggere i contenuti su supporti di differenti dimensioni.
Nel momento in cui si pubblica un titolo in digitale, infatti, occorre soddisfare le esigenze più disparate dei lettori, che vanno dagli schermi a 6″, 8″ o 10″ dei dispositivi a inchiostro elettronico, ai circa 3-4 pollici di un cellulare, fino ai 20″ o più di un monitor.
Specialmente per i dispositivi più piccoli, leggere un file, anche in formato A5, significa dover lavorare con lo zoom sulle singole pagine e “trascinare” il foglio a seconda della parte di pagina che si sta leggendo.
Insomma, significa dare al proprio lettore una scomodità che può sconfinare nell’illegibilità.
Per questo motivo, con lo sviluppo dei più disparati dispositivi di lettura, si sono parallelamente sviluppati dei formati cosiddetti reflowable, reimpaginabili, il cui contenuto “si adatta” allo schermo, mostrando più o meno righe in ogni pagina a seconda del dispositivo che li visualizza.
Può così capitare che lo stesso file, visualizzato su un telefonino abbia 500 pagine, su un ebook reader ne abbia 200 e sul monitor di un PC 120.
Il punto di arrivo dei formati reflowable (lit, mobipocket, lrf), è lo standard epub, le cui specifiche sono determinate dal consorzio idpf e basate su una serie di standard consolidati nell’ambito dell’editoria digitale e delle tecnologie web (ad es. Dublin Core per i metadati, XHTML per i contenuti, CSS per gli stili).
L’epub è uno standard aperto e dà all’editore molteplici vantaggi, i principali dei quali sono:
- la produzione di un singolo file che risulta ugualmente leggibile su tutte le piattaforme di lettura: dai cellulari, agli ebook reader, ai monitor dei computer
- la disponibilità di un formato digitale aperto, e quindi accessibile anche a posteriori, da utilizzare come archiviazione digitale del proprio catalogo. All’interno di ogni epub, infatti, è possibile definire i metadati secondo gli standard Dublin Core e avere quindi un “oggetto” contenente tutte le informazioni relative al titolo, dai contenuti ai metacontenuti
- la possibilità di intervenire sullo stile delle proprie collane cambiando un unico file di “stile” e applicandolo a tutti gli epub della collana
- la possibilità di passare, con strumenti automatici progettati ad hoc, dal formato epub a formati differenti come il mobipocket, l’html o lo stesso pdf
- la migrazione “indolore”, proprio in quanto formato aperto e reversibile, verso eventuali nuovi standard che dovessero proporsi e affermarsi negli anni a venire
L’alternativa a tutto ciò è produrre un pdf ottimizzato come dimensioni per ogni dispositivo sul mercato, con spese e lavoro associati sproporzionati rispetto all’utilità marginale ottenibile, pdf dal quale peraltro, a posteriori, non è possibile, o è possibile solo in modo molto complesso, estrapolare informazioni semantiche sui contenuti.
Questo è il motivo per cui quando sentite qualcuno di noi in SBF parlare di ebook, il 90% delle volte ci sentite parlare di epub!
