iRex, la vera storia

[Edit 11/06/2010]

Ha cominciato a circolare in rete la notizia che iRex Technologies ha, come si dice in Italia, portato i libri in tribunale, avviando così la procedura fallimentare per l’azienda. Hans Brons, il fondatore e CEO di iRex, va dicendo in giro che è stata, in definitiva, la malasorte, o la cattiveria degli americani: tutta colpa della FCC, insomma, che bocciando il DR800 – modello che avrebbe dovuto debellare Kindle e Nook dal mercato americano – ha provocato la situazione finanziaria insostenibile che ha condotto iRex al fallimento. Ma le cose stanno davvero così? Sì e no, secondo me.

Sì, certo: iRex Technologies aveva puntato tutto sul lancio del DR800, modello destinato al mercato consumer americano, dotato di significativi plus rispetto a Kindle e Nook e Sony ecc… Primo tra tutti uno schermo più grande, 8 pollici contro i 6 pollici degli altri, maggiore nitidezza, design finalmente azzeccato. E tutto il resto: connessione 3G ecc… A quanto si sa, la FCC, l’authority americana che deve approvare ogni dispositivo dotato di connettività, ha negato, fino al gennaio scorso, la sua approvazione al DR800, impedendo così ad iRex di mettere in vendita quel modello nella stagione natalizia. Risultato: tutta la produzione di DR800, avviata nel luglio 2009, è rimasta invenduta, i soldi sono stati spesi e niente è stato incassato. Fine delle trasmissioni.

MA… ma c’è dell’altro.

Ho sempre adorato iRex: è ad Eindhoven, quando era ancora Philips, che vidi con loro il primo prototipo funzionante di schermo e-ink, nel 2005. E’ stato di iRex il primo modello a raggiungere il mercato europeo e – acquisendone noi la distribuzione in Italia, italiano: il mitico iLiad. Erano gli ultimi mesi del 2006.

I loro e-readers erano meno belli di altri che andavano nascendo. Ma erano tecnologicamente superiori, all’avanguardia: lo schermo più grande, la risoluzione maggiore, la possibilità di scrivere e non solo di leggere, una SDK (kit di sviluppo) a disposizione dei programmatori per creare e installare applicazioni personalizzate all’interno. Insieme a loro realizzammo per iLiad un’applicazione fantastica ancora oggi, per Shenker: consentiva (e consente) di usare iLiad per leggere e annotare le lezioni del corso, ascoltare in contemporanea la parte audio con l’insegnante che spiega, il cambio pagina automatico al momento giusto ecc… Poi uscì il DR1000: 10,2 pollici, risoluzione ancora maggiore, potenzialità enormi, SDK annunciata.

Era sulla base di queste macchine così performanti, e di questo approccio orientato al massimo della qualità e al massimo di apertura alla programmazione personalizzata che avviammo progetti di applicazioni ad hoc in area professionale e con la pubblica amministrazione. In un mercato ad alto valore aggiunto, il cosiddetto B2B, lasciato vuoto da tutti gli altri, che nel frattempo si davano (e si danno) battaglia all’ultimo prezzo sul mercato consumer, il cosiddetto B2C.

Si arriva al 2009 col DR1000 in attesa della sua versione wifi, che avrebbe consentito l’avvio di molti progetti. La nuova versione non arriva. Viene annunciata e rinviata di continuo, ma di fatto cominciamo a capire che lo sviluppo è fermo. I manager iRex cincischiano e non sanno darci risposte chiare. Alcuni di loro se ne vanno (o vengono licenziati). A settembre 2009 ci viene comunicato un cambio di rotta: basta con iLiad, basta con DR1000, basta col B2B, iRex cambia, toglie un po’ di features al suo iLiad, lo ridisegna più fighetto, e decide di lanciarsi sul mercato consumer. E siccome il modello è piaciuto agli americani, decide di concentrarsi esclusivamente sul mercato USA.

Tre anni di strategia orientata al B2B e al massimo della tecnologia buttati nel cesso. Tre anni di rapporto e di lavoro con i loro clienti europei buttati nel cesso: “Spiacenti, Antonio – ci disse più o meno Hans Brons – abbiamo deciso di bloccare la produzione di iLiad e DR1000, perché abbiamo un ordine aperto negli USA, da uno che ci comprerà tutti i DR800 che riusciamo a produrre, e andremo in vendita a fine ottobre“.

A nulla sono serviti i miei richiami da vecchio mercante: “Voi siete pazzi: vi avventurate sul mercato del largo consumo, nel mercato più competitivo in assoluto, con un leader, Kindle, già consolidato e altri ben piazzati, tra i quali Nook e Sony. E lo fate mandando a quel paese il mercato e i clienti – quelli europei, che hanno operato per iRex per posizionarla sul mercato B2B e hanno progetti importantissimi in cantiere – che vi hanno fatto nascere”. E’ un errore che non farebbe neanche il mio fornaio. Il mio fornaio fa un pane a legna eccezionale. Ma quando arriva il ristorante che gli chiede di farlo solo per lui, lo caccia: per lui vengono prima i suoi clienti, quelli che non fanno sparate ma che comprano il pane tutti i giorni da lui, che gli sono fedeli e che lui ripaga facendo il suo pane sempre più buono. Ricordo ancora lo sguardo di Brons a questi miei accenni: era uno sguardo di compatimento nei miei confronti.

Poi è successo il patatrak. Arriva fine ottobre, e del DR800 sul mercato americano non c’è traccia. Arriva novembre, arriva dicembre: niente da fare, la FCC ha bloccato il DR800, Best Buy non ha comprato un bel niente, i modelli che venivano venduti in Europa erano esauriti da settembre 2009, il DR800 che era stato prodotto a pieno regime aveva riempito i magazzini, ed è ancora lì, poco più che ferraglia inutilizzabile, ormai. E iRex è rimasta a quanto pare senza fondi.

Ora io so che iRex ha dentro un patrimonio di competenze, e immagino anche di brevetti (sul colore credo che siano molto avanti) che probabilmente, come spero, motiverà qualche investitore a dare continuità a tale patrimonio, in qualche forma.
Ma il fallimento strategico di iRex come azienda non è stato un frutto del caso, né della cattiveria degli amerikani: è stata la conseguenza inevitabile di un colossale e (sorry Hans, nothing personal) stupidissimo errore.

Tags: ,

18 commenti

Peccato… però che scelta folle quella di non continuare lo sviluppo del dr1000s!
E la cosa più strana, è che non esisteva (e non esiste) una valida alternativa!!!

Un vero peccato. Io era già un annetto che col mio iLiad mi sentivo abbandonato: nessun aggiornamento firmware e i progetti open source quasi tutti fermi.
L’ho venduto a marzo, dopo due anni e quattro mesi, e sono tornato a leggeri i libri di carta. Per ora.

Quoto e straquoto.
Tra l’altro ho già ventilato la possibilità che arrivi qualcuno a rilevare almeno gli asset interessanti.

Sarebbe auspicabile che qualche investitore si prenda il rischio di investire in una società così forte tecnologicamente e ne cambi la politica commerciale.
Ma l’800 non possono dirottarlo in Europa?
Anche per me è una delusione: dopo una ricerca accurata avevo capito che i prodotti irex erano quelli che avrebbero soddisfatto le mie esigenze e, come detto prima da crava, non sembrano esserci vere alternative.
Quanto è vero che il prodotto può essere il migliore, ma se manca una politica commerciale adeguata, non ce n’è per nessuno (vedi video-2000 e betamax di una volta, superati dal più modesto vhs).

Welcome in USA dove non vendi uno spillo senza approvazioni da parte degli enti competenti.

Chi potrebbe essere l’acquirente?
E’ vero che non ci sarebbero aggiornamenti e assistenza, ma ricordiamoci che ora hanno dei magazzini pieni di d800 destinati al macero se non cambia qualcosa. Non possono venderli per recuperare un minimo della spesa?

Qual è stata la motivazione del niet della FCC?

Corrado:

Io sarei stato uno di quelli che probabilmente avrebbe comprato il DR 1000, mi vengono i brividi… Eppure da sviluppattore software quale sono, mi sarebbe proprio piaciuto esplorare questo nuovo mercato, pensavo all’ambito ospedaliero, alle cartelle cliniche a portata di iliad per il medico che fa il giro di visite, ecc… Pensavo a quanto bello fosse stato creare qualcosa di innovativo per questa bella tecnologia..

Grazie all’autore del post,Antonio, per la schiettezza del contenuto e per la chiarezza espositiva.
Una (purtroppo) bella lezione di management.
Ciao
Corrado

Confucio:

c’è tutto un mondo B2B che aspetta il crescere e maturare di questi gingilli.
persino io avrei un’idea a riguardo.

davvero che sciocchezza buttare a macero il vantaggio di una posizione dominante per mettersi mani e piedi legati nell’arena dei gladiatori dei volubili consumer.

nnnnnnnoooooooooooooooooooooooooooooo
amavo iRex, amo l’Iliad….
mi dispiace che abbiano fatto queste scelte sbagliate…ma d’altra parte: il mercado non perdona i passi falsi

Avrei comprato il DR1k e mi chiedevo perché non fosse più nel vostro catalogo.

Dispiace vedere qualcosa che stava funzionando buttato alle ortiche per poter vedere il proprio marchio sul Gizmodo o sull’Engadget di turno. Si sono fatti abbagliare dalla fuffa del mercato consumer.

Perchè non è stato approvato?

Comunque poco male: qualcuno può aiutarci ad avere accesso ad un DR800 a prezzo stracciato? :D

@Luigi G. se apri una discussione “Cerco DR800″ in http://forum.simplicissimus.it/usato-garantito/ c’è caso che lo trovi :D

Roberto Risi:

Mi permetto molto sommessamente, e proprio perchè tengo già molto a questa piattaforma che oramai consulto tutti i giorni, di consigliare articoli più cauti, con riguardo a presunti “fallimenti”, per la cui declaratoria è prevista una ben precisa procedura giudiziaria, da distinguere rispetto a mere situazioni di ciriticità dell’impresa. Non vorrei che l’aziende insorgesse muovendo accuse per diffamazione a mezzo stampa. E’ un consiglio di un Avvocato che è già un affezionato di questo sito.

Possibile abbiano fatto un errore del genere? Dev’esserci dell’altro, IMHO. Comunque grazie per aver raccontato questa storia!

Claudio:

Non ho mai creduto nell’iLiad, avendo visto quanto facevano contemporaneamente Plastic Logic e FirstPage: Eppure neanche questi decollano. La verità è il mercato accetta uno, al massimo due device per segmento. C’è il Kindle e il Sony per l’epaper, e ora l’iPad che copre molti segmenti. Non c’è spazio per altri, almeno per un po’.

giuseppei:

se l’FCC nega l’approvazione ci saranno degli importanti motivi, non può essere un semplice voltafaccia. Per esempio sull’afidabilità dei prodotti ci sarebbe molto da ridire, il mio Iliad 2nd Ed. rotto dopo 6 mesi di normale utilizzo lo dimostra. Non è + riparabile perchè l’azienda non ha + pezzi di ricambio oppure perchè se ne sono rotti così tanti che l’azienda non riesce a far fronte ai costi ?
Qual’è la percentuale di guasti rispetto ai buoni ?
Se Irex immettesse nel mercato americano tutti i DR800 sarebbe poi in grado di ripararli, come NON stà riparando gli Iliad immessi nel mercato europeo ?

FCC è molto severa, ma se ha negato l’ingresso sul mercato americano qualche motivo ci sarà, gli americani divendono le loro industrie e i loro consumatori più di quanto facciamo noi in Italia.