Due Settimane in Inghilterra Powered by SBF
Postato in: Senza Categoria da Giacomo D'Angelo
Sunday, 29 August, 2010
Capita di avere un sogno nel cassetto e riuscire a realizzarlo grazie all’azienda per la quale lavori, capita di arrivare in Inghilterra per la prima volta nella propria vita e riuscire in due settimane a fare una moltitudine di cose che non scommettevi di riuscire a fare nemmeno a casa tua, senza tutte le ostilita’ che puoi incontrare in un paese con una lingua e cultura diversa; capita di vivere questa esperienza insieme alla tua ragazza, capita di ritornare a casa con un fantastico ricordo di questa gente, e tanta voglia di rendere la propria mente piu’ aperta a scenari diversi rispetto a quelli in cui sei abituato a vivere.
Fino ad oggi avevo solo letto di queste cose, ma quando tocca a te e’ un’altra cosa. A me e’ capitato, anzi direi che questa esperienza me la sono cercata e guadagnata: niente capita per caso! Un’esperienza da rifare, sicuramente.
Ho trascorso 2 settimane memorabili ad Oxford. Sono andato per migliorare il mio Inglese alla Lake School, una piccola scuola che si trova proprio nella citta’ dei college: dal Christ Church College al Magdalen College, dalla Bodleian Library all’Asmolean Museum, tutto in citta’ ha il profumo della cultura e il fascino di un mondo incantato che vive ormai quasi solo negli episodi di alcuni film (i vari Harry Potter, per esempio…).
Il corso di Intensive English e’ stato davvero molto denso e impegnativo, come si poteva immaginare: lezioni dalla mattina alle 9.00 fino al pomeriggio alle 16.00, per una completa immersione in una lingua che ormai nel 2010 nessuno puo’ permettersi di ignorare. Oggi l’Inglese e’ la lingua di Internet, almeno per quanto riguarda la parte “occidentale” della rete, per cui non se ne puo’ davvero fare a meno. E’ vero prima o poi tutto viene tradotto in Italiano, ma posso assicurare che non e’ la stessa cosa, assolutamente: una cosa e’ aprire la propria visione verso il mondo e cercare di vivere la propria vita in un contesto globale, un’altra è limitare la propria esistenza a dei confini geografici che per i piu’, purtroppo, fungono solo da muraglia cinese. Il mondo la fuori aspetta solo di essere esplorato e vissuto!
Devo dire un gran grazie a mister Simplicissimus per avermi dato la possibilita’ di fare questa esperienza, ma anche per un’altro motivo: perche’ lavorando insieme per ormai circa 6 mesi, mi ha trasmesso questo desiderio di apertura e di esplorazione del mondo che prima forse avevo, ma non riuscivo ad esternare. Thank you very much :)
Voglio dire infine un’ultima cosa a tutte le persone e i miei amici che magari avranno modo di leggere questo mio post: non stupitevi del fatto che un’azienda come SBF, che tra l’altro e’ una piccolissima azienda, investe sulle proprie persone per farle vivere delle esperienze come questa che ho vissuto io, che hanno davvero poco a che vedere con il proprio core business. E non pensate nemmeno che io sia destinato, dopo questa esperienza, ad intrattenermi con chissa’ quali partner o clienti anglofoni. Io penso, anzi sono sicuro, che la mia azienda vuole crescere ed affermarsi, e per farlo ha bisogno di persone che non abbiano una visione ristretta del mondo, ma la piu’ ampia possibile. E solo vivendo esperienze sempre diverse, solo confrontadosi con persone nuove e lontane dalle proprie abitudini, solo scendendo per strada e allontanandosi dalle proprie sicurezze, si puo’ aprire la propria mente e allargare la propria visione.
Per tutti quelli che sono in difficolta’ per qualche motivo, e che si rassegnano troppo presto ad un futuro piu’ nero del previsto: apritevi senza paura! Un’esperienza all’estero, per quanto breve e risicata possa essere, e’ alla portata di tutti, ed e’ un investimento per il futuro! Uno dei migliori investimenti che possiate fare, secondo me.
Ovviamente questa e’ una mia personalissima opinione ma, se non credete alle mie parole, sono sicuro che crederete a tutte le fantasticherie che riusciremo a sfornare qui in SBF nei mesi a venire!
Seize the day :)
Giacomo
Tags: Corso di Inglese, Oxford


Perdonami, mi stupisco, molto piacevolmente! :-D
A commessa terminata tornavo in sede dopo 6 anni di intenso e proficuo lavoro presso un cliente.
Ero a colloquio con il direttore delle “risorse umane” per proporgli un aggiornamento delle mie competenze professionali in campo informatico ferme appunto da 6 anni.
La risposta fu: “Lei la prossima settimana sarà “allocato” presso un nuovo cliente. Se nel frattempo che lavora lì mi fa autoformazione per almeno il 70% del necessario al raggiungimento del “suo” obiettivo di formazione, e se noi troviamo un cliente interessato ad usufruire delle nuove competenze, l’altro 30% lo mettiamo noi.”.
Lo ringraziai riconoscente per gli anni di lavoro passati con loro e gli consegnai la mia lettera di dimissioni, poi uscì chiudendo bene la porta su quell’ufficio e sul mio passato. :)
Da quando questo articolo è stato pubblicato e mi è comparso nel feed reader dell’iPad non ho mai voluto leggerlo perchè il titolo non mi ha suscitato interesse. Allo stesso tempo, però, non ho mai cliccato su “segnala come letto”.
Bene, oggi facendo pulizia nei feed, ho deciso di leggerlo e bene ho fatto!
Caro Giacomo,
la mancata esperienza estera di perfezionamento del mio inglese scolastico è il mio grillo parlante, il mio maggiore rimorso e pentimento, quel pensiero che ti aggredisce quando sei da solo sotto la doccia!
Terminato il liceo ho subito iniziato l’università. Ho concluso i miei studi universitari che già lavoravo da un paio di mesi. Poi ho lasciato la prima esperienza e ho cominciato la nuova ed attuale. NON HO MAI AVUTO il tempo da dedicare a me stesso ed al perfezionamento della lingua inglese che tanto avrei voluto! Uno/Due mesi di “pausa” non me li posso permettere!
Il tuo articolo, oggi, mi ha nuovamente sconfortato, soprattutto quando ho letto che il tuo corso è durato appena 2 settimane.
Pertanto mi piacerebbe capire se è stato davvero profiquo!
Grazie
F.
Capisco perfettamente la situazione descritta nel primo commento (ma come ti chiami?), e posso dire che hai fatto benissimo (io ho fatto la stessa cosa tempo fa, anche se i tempi sono stati meno lunghi…).
@Francesco: Anche a me è capitato di fare tutto un po’ in fretta (università, lavoro, ecc…), sai ognuno ha i suoi tempi e necessità! Non dovresti sconfortarti, ma solo valutare i tuoi obiettivi e capire cosa è meglio per te nella tua situazione. Io, nella mia, ho valutato che 2 settimane mi avrebbero sicuramente “fatto bene”, e così penso sia stato. Io dovevo superare quella fase in cui non riesci ad esprimerti in inglese, il famoso “blocco”, e penso di esserci riuscito. Ovvio in 2 settimane non impari una lingua, e non fai passi da gigante, ma almeno ora mi sento molto più a mio agio in una discussione con un anglofono. Per me lo step successivo è quello di applicarmi ulteriormente nello studio e nella pratica, e conto di farlo nei prossimi mesi.
Giac
mamma mia, sembra che siete andati su marte… E’ un’esperienza di una ovvietà e banalità talmente assolute da far scompisciare dal ridere.. Ma non vi preoccupate.. hanno scoperto anche il Nuovo Mondo aldilà dell’Atlantico, e se continuate con le vostre meravigliose avventure chissà che un giorno qualcuno non vi offra un’imbarco per raggiungerlo.. dicono vi siano colà bestie bizzarre di mille colori e persone dal linguaggio incomprensibile!!! auguri!!!
Ognuno condivide quel che può, d’altronde è così che funziona Internet… ;)
E’ bello vedere un’azienda che crede nella formazione/evoluzione dei propri dipendenti.
Geppo non è così banale…. anche se adoro l’ironia a prescindere.
Un ragazzo felice, una ditta che crede in lui. Sarò patetico, ma mi sembra fantastico :).
E se vi dicessi che sino a pochi giorni fa lavoravo per una ditta. Con una grossa commessa. Bene. Neanche le licenze dei sw necessari per me. Lo giuro. Trial su macchina virtuale. Trial su macchina virtuale. Al terzo ho detto ciao :O). Lo giuro.
@Giacomo D’Angelo
Se ti va chiamami Giornale di Sistema, se è troppo lungo lo puoi accorciare con GdS. :-D
@Roberto
Condivido, è davvero molto bello e per nulla scontato. :)
Perché se “solo” di un viaggio di studio si tratta, e come tale dovrebbe essere la normalità per la crescita personale e professionale di una persona, quante aziende investono in questo modo sulle proprie persone?
Il punto fondamentale è proprio quella parolina: persone.
Le aziende preferiscono parlare di risorse umane, e questo la dice lunga su cosa pensano e come vedono veramente i loro dipendenti.
Ma poi: chi sono queste “aziende”? Me ne fate vedere una camminare per strada?
Sono solo persone e gruppi di persone che vedono altre persone come diverse da loro, come cose da usare per uno scopo, come meccanismi di un ingranaggio da far funzionare o riparare o sostituire. Triste.
@Gds: Hai una gran ragione, e proprio per questo penso che tutti quelli che non voglio essere un ingranaggio debbano tentare quantomeno di venirne fuori, ognuno a suo modo!
@Roberto: Ho condiviso questa mia modestissima esperienza personale proprio per dare un minimo di visibilità al fatto che, anche da noi volendo, si può lavorare in un “certo modo”.
Sono davvero felice Giacomo, ti meriti tutte queste soddisfazioni, e sono sicuro (non è retorica, mi conosci) che a questa ne seguiranno altre. Perchè tu sei in gamba e perchè a quanto pare lo è pure l’azienda che sta beneficiando delle tue competenze.
Quindi in gamba, ed ancora complimenti!
A Presto,
G.
Grazie Guido ;)
Anche io ho fatto tutto così in fretta ed in modo totalmente disordinato (mia esclusiva colpa) che non ho terminato anche gli studi… ed ora ho un lavoro che paragono ad una gabbia dalle sbarre rinforzate… ma stiamo lavorando a disabilitare la serratura, purtroppo, molto lentamente.
Bellissimo post
Grazie per il commento Davide!
Quello che ti posso dire è che secondo me oggi grazie (soprattutto) ad Internet non ha più senso lavorare in una gabbia… non ha senso vivere in un contesto che non ci piace… perché ci sono tantissime opportunità da cogliere: non dico che è facile, ma dipende solo da noi stessi e dal nostro livello di impegno… e da nessun’altro!
Giac